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@destinazione_stelle@poliversity.it

2026-05-12 07:39 UTC

RE: https://poliversity.it/@destinazione_stelle/116554785818782153 La fionda gravitazionale (in inglese gravity assist o gravitational slingshot) è una manovra che sfrutta il campo gravitazionale di un corpo celeste per modificare la velocità e la traiettoria di una sonda spaziale senza consumare propellente. La manovra consiste nell'avvicinare la sonda a un pianeta secondo una traiettoria accuratamente calcolata, in modo da scambiare energia e quantità di moto con il pianeta stesso. Poiché la massa del pianeta è enormemente superiore a quella della sonda, l'effetto sulla velocità del pianeta è trascurabile, mentre quello sulla velocità della sonda può essere molto significativo. Immaginiamo di far rimbalzare una pallina da ping pong contro un treno in corsa: la pallina accelera moltissimo, mentre il rallentamento del treno è impercettibile. A seconda di come avviene il sorvolo, la sonda può acquistare o perdere velocità rispetto al Sole, oltre a modificare la propria traiettoria. Per esempio, Voyager 2 sfruttò i flyby di Giove, Saturno e Urano per raggiungere Nettuno e poi dirigersi verso lo spazio interstellare, mentre BepiColombo sta usando una serie di sorvoli di Terra, Venere e Mercurio per perdere energia e inserirsi in orbita attorno a Mercurio. A seconda della manovra, la variazione di velocità che si ricava può equivalere anche a molte tonnellate di propellente. Una forma rudimentale di gravity assist fu usata già dalla sonda sovietica Luna 3 nel 1959: in quel caso il sorvolo della Luna servì soprattutto a modificarne la traiettoria, permettendole di trasmettere a Terra le prime fotografie della faccia nascosta del nostro satellite. Da allora la “fionda gravitazionale” è diventata uno strumento indispensabile per rendere possibili missioni interplanetarie altrimenti troppo costose o di fatto impossibili. A volte il gravity assist permette di cambiare il piano orbitale: l’esempio più famoso è quello della sonda ESA/NASA Ulysses, che nel 1992 sfruttò un flyby di Giove per ruotare il piano dell’orbita di circa 80 gradi e portarsi in un’orbita solare quasi polare, cosa che sarebbe stata impossibile con un lanciatore. La tecnica è stata usata anche in campo commerciale. Nel 1997 il satellite per telecomunicazioni AsiaSat 3 finì in un'orbita ellittica molto inclinata e inutilizzabile, invece dell'orbita geostazionaria prevista, a causa di un problema durante il lancio. Il satellite fu considerato perso e l'assicurazione ne pagò i danni, ma la società Hughes lo acquistò, lo ribattezzò “HGS-1” e l'anno seguente, attraverso due ingegnosi gravity assist lunari, riuscì a riportarlo su un'orbita utilizzabile, anche se la manovra consumò gran parte del propellente, riducendo la vita operativa del satellite.

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